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domenica 30 ottobre 2022

MATERIALE AUDIOVISIVO

 

1. AUDIOLIBRO


LETTURA INTEGRALE DI VALTER ZANARDI

PARTE PRIMA:

PARTE SECONDA;

Esistono anche gli audio di ciascun libro che saranno postati nelle pagine corrispondenti

2. SCENEGGIATI TELEVISIVI

1969
SCENEGGIATO TELEVISIVO ITALIANO 7 PUNTATE

I fratelli Karamazov è uno sceneggiato televisivo diretto da Sandro Bolchi e trasmesso dal Programma Nazionale della RAI nel 1969. Articolato in sette puntate, andò in onda dal 16 novembre al 28 dicembre di quell'anno.



SU YOUTUBE


E SU RAIPLAY



1968 SCENEGGIATO RUSSO 3 PUNTATE

*REGISTI Kirill LavrovIvan Pyryev e Mikhail Ulyanov.

*ATTORI

232 minutes





2007 SCENEGGIATO RUSSO 2007 12 PUNTATE

*REGISTA Jurij Moroz
*ATTORI
*Sergey Koltakov (Fedor Karamazov)
*Serghej Gorobcenko (Dmitrij Karamazov),
*Anatolij Belyj (Ivan Karamazov)
*Aleksandr Golubev (Aliosha Karamazov)
*Pavel Derevyanko (Pavel Smerdyakov)

*Katerina Ivanovna  (Victoria Isakova)

*Grushenka (Elena Lyadova)

 *Liza Khokhlakova (Maria Shalaeva)
* Katerina Osipovna Khokhlakova (Dina Korzun)

^Starets Zosima (Yevgeny Merkuryev) 

*Mikhail Rakitin (Ivan Kokorin)

*proprietario terriero Maximov (Victor Perevalov) 

*Pyotr Ilyich Perkhotin (Sergey Batalo)

*il capitano Nikolai Ilyich Snegiryov (Leonid Okune)






FILM

1958
Karamazov[1][2] (The Brothers Karamazov) è un film diretto da Richard Brooks

1990

Мальчики
Film russo del 1990, Mal'čiki (Ragazzi), 
dedicato tutto al decimo libro dei Karamazov


giovedì 7 ottobre 2021

2. RUSSKIJ VESTNIK (Il messaggero russo) 1880

 


APRILE 1880 - LIBRO DECIMO "RAGAZZI"




NUMERO LUGLIO: PRIMA PARTE LIBRO UNDICESIMO




NUMERO AGOSTO: SECONDA PARTE LIBRO UNDICESIMO (DAL CAPITOLO VI)




NUMERO DI SETTEMBRE : LIBRO DODICESIMO




NUMERO NOVEMBRE: EPILOGO



1. RUSSKIJ VESTNIK (Il messaggero russo) 1878-1879

 

PRECEDENTI CONTATTI 

RUSSKIJ VESTNIK (Il messaggero russo)



20 giugno 1878 – lettera 356 alla moglie - 

prende contatto con Michail Nikiforovič Katkovdirettore della rivista dal 1856


8 novembre 1878 – lettera 361 alla moglie – 

porta il manoscritto a Katkov









NUMERO GENNAIO 1879: PRIMI DUE LIBRI 
(STORIA DI UNA FAMIGLIA E UNA RIUNIONE SBAGLIATA)

GENNAIO 1879 - INIZIA LA PUBBLICAZIONE SULLA RIVISTA LETTERARIA

"Russkij vestnik"



30 gennaio 1879 – lettera 362 a Nikolaj Alekseevič Ljubimov redattore del «Messaggero Russo» - Dostoevskij invia il terzo libro dei Fratelli Karamazovconclude la Prima Parte

avvisa che per marzo non può inviare nulla: la seconda parte (quarto libro ) sarà pronta per il numero di aprile.






numero marzo: LIBRO TERZO . I LUSSURIOSI

9 marzo 1878 legge in pubblico il terzo capitolo del terzo libro “Confessione di un cuore ardente”




numero aprile 1879 : LIBRO QUARTO - TORTURE


10 maggio 1879 – lettera 367 a Nikolaj Alekseevič Ljubimov – 

prima metà del libro quinto “Pro e contra” per il fascicolo di maggio – lo definisce l’apice del romanzo

la seconda metà la promette per il fascicolo di giugno e la spedisce

11 giugno 1879 – lettera 370 a Ljubimov -



numero di giugno 1879: PRO E CONTRA - SECONDA PARTE


8 luglio 1879 – lettera 374 a Ljubimov – chiede di saltare la puntata per il fascicolo di luglio- il libro sesto è quasi pronto ma èmolto impegnativo – lo promette per il fascicolo del 31 agosto


7(19) agosto 1879 – lettera 382 a N.A. Ljubimov – invia libro sesto per l’ottavo fascicolo della rivista del 31 agosto-



numero di agosto 1879: LIBO SESTO - UN MONACO RUSSO


16 settembre 1879 – lettera 392 a Ljubimov – invia il libro settimo per il fascicolo di settembre



numero di ottobre: FINE LIBRO SETTIMO (ALIOSHA) E FINE SECONDA PARTE


8 ottobre 1879 – lettera 393 – è in ritardo – una parte del libro ottavo esce nel fascicolo di ottobre


8 novembre 1879 – lettera 395 a Lebedeva sulla morte di Fedor -


16 novembre 1879 – lettera 396 – invia il finale del libro ottavo -




numero di novembre: CONCLUSIONE DEL LIBRO OTTAVO . MITIA

8 dicembre 1879 – lettera 397 – si scusa ma il libro nono uscirà nel fascicolo del gennaio 1880.




NUMERO GENNAIO 1880: LIBRO NONO - ISTRUTTORIA PRELIMINARE

martedì 7 settembre 2021

I CRITICI



 

1 L. PAREYSON, Dostoevskij. Filosofia, romanzo ed esperienza religiosa, 



In Dostoevskij tutto si svolge con un ritmo espressamente e intenzionalmente accelerato, in modo assai più rapido del tempo normale dei nostri orologi. […] tutto si muove con una cadenza veloce e vorticosa, con un ritmo inesorabile e implacabile, in una successione foltissima di avvenimenti esteriori e interiori. Gli eventi precipitano, le conseguenze incalzano, le conclusioni incombono. In nessun altro romanziere le ore e i giorni sono così pieni come in Dostoevskij: ogni giorno è un’epoca intera, ogni ora è un groppo di eventi, ogni minuto è gravido di destino245 .


245 Ivi, cit., pp. 15-16. Pareyson sottolinea come a parte alcuni intervalli di tempo, che sono del resto “insignificanti e non valutabili nella loro durata oggettiva”, le vicende dell’Idiota si svolgono in soli nove giorni, mentre nei Fratelli Karamazov le complicatissime vicende ricche di eventi decisivi per il destino di numerose persone, “non richiedono che sette giorni”. (Ibidem).




230 S. ZWEIG, Dostoevskij, cit., p. 70. 231 Ibidiem. 


Il paesaggio di Dostoevskij è un paesaggio spirituale: “il suo cosmo non è il mondo ma solo l’uomo”230.

 Anche Stefan Zweig sottolinea come nei romanzi dostoevskiani manca il “riposo” offerto dalla natura: “manca quel prezioso granello di panteismo che rende tanto benefiche, tanto liberatrici le opere tedesche e quelle elleniche”231 . 

 Le opere di Dostoevskij si svolgono tutte in stanze mal arieggiate, in strade grigie di fumo, in bettole torbide, c’è sempre una greve aria umana, troppo umana che non viene agitata e purificata dal vento dei cieli e dall’imperversare delle stagioni. […] Manca loro il riposo dall’umanità, quella benefica rilassatezza dei nervi, la migliore per l’uomo quando distoglie lo sguardo da se stesso e dalle proprie pene per posarlo sull’insensibile e impassibile universo. […] La sua sfera è il mondo dell’anima, non la natura, il suo mondo è solo l’umanità


Zweig sottolinea come nessun termine di confronto è troppo grande per l’opera di Dostoevskij, che può essere confrontata “con ciò che vi è di eterno e di eccelso nella letteratura mondiale”. Secondo Zweig “la tragedia dei Karamazov non è inferiore alle vicende di Oreste, all’epica di Omero, alla linea sublime dell’opera di Goethe. Anzi, queste opere sono tutte più semplici, più piane, meno ricche di conoscenze, meno gravide di avvenire di quelle di Dostoevskij. Sono però in qualche modo più blande e più gentili per l’anima, danno un senso di liberazione del sentimento, mentre Dostoevskij non dà che la conoscenza. Io credo che quella liberazione, quel senso di riposo, lo debbano al fatto di non essere tanto umane, tanto esclusivamente umane. Hanno attorno a sé una cornice sacra di cielo radioso, di mondo, un alito di prati e campi, un lembo di firmamento dove il sentimento spaurito si rifugia e si riposa. In Omero, in mezzo alle battaglie, alla più sanguinosa mischia degli uomini, c’è qualche rigo di descrizione e si respira la salsedine del mare; l’argentina luce della Grecia brilla sopra la carneficina; il sentimento nostro lieto riconosce che la tonante battaglia degli uomini non è che una piccola meschina illusione di fronte all’eternità delle cose. E si respira, ci si sente liberati dalla torbida umanità. Anche Faust ha la sua domenica di Pasqua, getta via il proprio tormento nella natura selvaggia, lancia il suo giubilo nella primavera del mondo. In tutte queste opere la natura ci libera dal mondo degli uomini. A Dostoevskij invece manca il paesaggio, manca il riposo” (Ivi, cit., pp. 69-70).


N. BERDJAEV, La concezione di Dostoevskij,

A questo punto non possiamo che chiederci: “Che cosa ‘fanno’ questi uomini che non ‘fanno’ mai niente, ma ‘vivono’ intensamente e non fanno che ‘parlare’ dell’esperienza che hanno vissuto?”249 . La risposta, secondo Pareyson, viene da Berdjaev: i personaggi dostoevskiani “fanno dell’antropologia cristiana, meditano sulla tragedia dell’uomo, sciolgono l’enigma del mondo”250: Dostoevskij ha avuto solo un pensiero dominante, solo un problema a cui ha dedicato tutti i suoi sforzi creativi. Questo problema è l’uomo e il suo destino. Non si può condannare l’eccezionale antropologismo e antropocentrismo di Dostoevskij. Nella sua ossessione per l’uomo vi è qualcosa di furioso ed eccezionale. L’uomo per lui non è un fenomeno del mondo naturale, non è un fenomeno fra gli altri, sia pure il supremo. L’uomo è un microcosmo, il centro dell’essere, un sole intorno a cui tutto gira. Ogni cosa è nell’uomo e per l’uomo, in lui è il mistero della vita universale. Risolvere il problema dell’uomo significa risolvere il problema di Dio. Tutta l’opera di Dostoevskij è una difesa dell’uomo e del suo destino, spinta sino all’empietà, ma che si risolve col confidare il destino dell’uomo al Dio-uomo, Cristo. […]. L’antropologismo di Dostoevskij è profondamente cristiano, e tale atteggiamento verso l’uomo fa di lui uno scrittore cristiano251 . 246 Ibidem. [c.n.] 247 Vedi p. 28. 248 L. PAREYSON, Dostoevskij. Filosofia, romanzo ed esperienza religiosa, cit., p. 16. 249 Ibidem. Pareyson rileva come i personaggi dostoevskiani “non fanno mai niente nel senso proprio del termine”: “non hanno occupazioni, non hanno impegni, non hanno un lavoro, ma vanno e vengono, s’incontrano e s’incrociano, non cessano mai di parlare, e soprattutto vivono esperienze importanti e decisive” (Ibidem). 250 Ibidem. 251 N. BERDJAEV, La concezione di Dostoevskij, cit., p. 27.

martedì 3 agosto 2021

RIFERIMENTI LETTERARI

 

METAFORA : kARAMAZOV - I MASNADIERI



«Divinissimo e santissimo starec!», esclamò indicando Ivan Fëdoroviè. «Quello è mio figlio, carne della mia carne, carne mia dilettissima! È il mio rispettosissimo Karl Moor, per così dire, mentre l'altro mio figlio, quello che è appena entrato, Dmitrij Fëdoroviè, contro il quale cerco giustizia presso di voi, è l'irrispettosissimo Franz Moor - sono entrambi personaggi de I Masnadieri di Schiller - mentre io, io stesso in questo caso sarei il Regierender Graf von Moor! Giudicate e salvateci! Abbiamo bisogno non solo delle vostre preghiere, ma anche delle vostre profezie».